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|  Io sono un principe libero e ho altrettanta diritto di fare guerra a tutto il mondo, quanto colui che ha duecento navi e centomila soldati Black Bellamy pirata del sec.XVIII  Una volta cercavo la verità; ora mi accontento di una dolce illusione. Lucrezio

E' onesto chi cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è invece chi cambia la verità per accordarla al suo pensiero anonimo arabo.

La sinistra italiana ha perso, nella sua cieca e impietosa rincorsa del potere, il bene fondamentale degli esseri umani: il buonsenso. Ebbene io oggi sto con l’Italia e con l’umanità del buonsenso che significa onestà umana, rettitudine morale, coraggio intellettuale. Magdi Allam

Più sono le cose che conosci, meno sono le cose nelle quali credi. Bono
I'm neither Muslim nor Hindu Non sono mussulmano nè induista nor Christian nor Buddhist nè cristiano nè buddista I'm not for the hammer non sono per il martello neither for the sickle nè per la falce and even less for the tricolour flame nè tanto meno per la fiamma tricolore because I'm a musician perchè sono un musicista
Franco Battiato

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. Einstein

Le aquile non volano
a stormi Battiato

Dei vari sistemi che ho esaminato, non ne ho abbracciato alcuno , ma dopo aver conosciuto e commiserato le diverse opinioni ho scoperto e realizzato la pace interiore Buddha

A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare? Totò  Panta rei. Tutto scorre, niente rimane immobile. Eraclito

Chi è davvero per la vita ama la musica e odia le discriminazioni
So long, Freddie

Con Israele.

Ogni volta che la gente
è d'accordo con me
provo la sensazione
di avere torto.
Oscar Wilde

Empio non è colui che nega gli dei del volgo, ma chi le idee del volgo applica agli dei. Epicuro
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24 luglio 2007
VIA UGO LA MALFA
La giunta comunale di Desenzano, una ridente cittadina del Bresciano, ha dedicato una via a Ugo La Malfa, un politico che non c'è più, ma che ci ha lasciato sulle spese il degno figlio Giorgio, nullafacente e nullapensante (o quanto meno nonsisacosafacente e nonsisacosapensante) come il padre. Nel saperlo, come prima reazione, mi sono incacchiato, pensando a quanti onesti lavoratori e padri di famiglia non si vedranno mai intitolare le strade da una Casta, che intesta le vie solo a sè stessa. Ma poi mi sono consolato ed ho avuto ancora una volta conferma che, in ultima analisi, c'è una giustizia ed una coerenza delle cose: via Ugo La Malfa, di sera, è frequentatissima dalle putttane.
| inviato da il 24/7/2007 alle 10:2 | |
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17 luglio 2007
RITORNO AL REGIME
L'ultima trovata sul referendum elettorale, che sembra aver raggiunto le 500.000 firme, consisterebbe nel considerarlo contro i partiti e la casta che ci governa. Chissà mai perchè dovrebbe essere considerato antipartitocratico un referendum che consegna il pase ai Veltroni e Rutelli, da una parte, ed ai soliti Berlusconi e Fini da quell'altra! La verità è che questa partitocrazia senza argomenti e senza idee non si è mai fatta scrupolo di ricorrere anche agli argomenti antipartitocratici per conseguire i suoi scopi scoperecci che ci vedono fottuti. Si dice che due partiti sono meglio di otto. Ma se si tratterà di due partiti, ognuno dei quali diviso in quattro correnti, quale sarà la differenza? E se poi si farà un solo partito diviso in otto correnti? I geniali referendari di oggi magari domani proporranno di eliminare le correnti. In fondo sarebbe una conferma della legge dei corsi e ricorsi storici. Con un plebiscito referendario si instaurò il fascismo. Con più plebisciti referendari torneremo al regime clerico-fascista. Che però avrà la faccia buonista di Veltroni.
| inviato da il 17/7/2007 alle 9:45 | |
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13 luglio 2007
I pii, i compagni, i giusti ed i ... qualunquisti
I parlamentari non possono legiferare liberamente sulla fecondazione assistita, sulle convivenze e sull'eutanasia, perchè su questi argomenti debbono ascoltare i preti. E non possono intromettersi sulle leggi in materia di pensioni, lavoro ed economia, dovendo prendere semmai direttive da sindacati e Confindustria. Per ciò che riguarda l'ordinamento giudiziario ed il funzionamento della Giustizia, poi, non ne parliamo: perchè pretendono di decidere solo i magistrati, a scapito di deputati e senatori. Va bene. Ma allora fatemi capire una cosa: perchè soltanto a me danno del qualunquista quando dico che la classe politica non serve a un cacchio? Toghe rosse.
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11 luglio 2007
LE TRE ANPI
I quotidiani odierni ci raccontano che Veltroni sarebbe d'accordo sul referendum elettorale, ma non lo firma. Uolter, peraltro, concorderebbe con chi vuole innalzare l'età pensionabile, ma non è per l'abolizione dello scalone. Apprendo anche, sempre dai giornali di oggi, che -nonostante i desiderata di D'Alema- non servono solo ad incartare il pesce, che ieri ha manifestato a Roma, in favore della liberalizzazione della vendita dei farmaci, l'ANPI, che non è l'associazione Nazionale Partigiani d'Italia, bensì l'Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane. Non so cosa voglia dire "parafarmacie" e mi accontento di imparare che che la sigla ANPI corrisponde anche ad una associazione che nulla ha a che fare coi partigiani. Anzi, siccome non c'è due senza tre, voglio rivelare alla nazione che esiste una terza ANPI della quale Uolter Veltroni è presidente: l'Associazione Nazionale Paraculi d'Italia.
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9 luglio 2007
SIGNORA EPIFANI FOR PRESIDENT
Sul Corriere di oggi il segretario della CGIL Guglielmo Epifani protesta per le ingerenze dei partiti nella trattativa sulle pensioni. Fonti fededegne (e quindi non diessine) ci dicono che Guglielmo Epifani abbia anche protestato con la signor Rowling per non aver concordato coi sindacati l'atteso finale dell'ultimo Harry Potter, nonostante venga letto da molti lavoratori italiani. Moratti e Galliani, onde evitare incidenti politico-sindacali, hanno prontamente assicurato che tutte le mosse di calciomercato che faranno saranno previamente concordate con CGIL-CISL-UIL. In contro tendenza la moglie di Epifani, la quale, al marito che le suggeriva il vestito da indossare per l'ultima cena con gli amici Consorte, Greganti, Fiorani e Ricucci, ha risposto: "ma vedi di farti un po' i cazzi tuoi". Visto che nessun politico -anzi, nessun essere vivente- è stato fino ad ora capace di dire altrettanto al buon Guglielmo, propongo la moglie di Epifani quale prossima Presidentessa del Consiglio.
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29 giugno 2007
CORTI E SCALONI
Se questo governo sapesse fare di conto,
si guarderebbe bene dal toccare lo scalone.
Ma la Banda Prodi non è la Corte dei Conti :
é ...

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28 giugno 2007
O CAPEZZONE, MIO CAPEZZONE !
 Il 4 luglio Daniele Capezzone lancia il suo network. E il direttore di Radio Radicale, a quanto si può apprendere dal Foglio odierno, gli ha levato la conduzione della rassegna stampa radiofonica della domenica mattina. Il motivo? Capezzone -lamenta Massimo Bordin- non partecipa alle riunioni del Comitato nazionale radicale e negli stessi giorni del prossimo comitato fonderà un nuovo movimento contro i radicali. Una accusa di diserzione e frazionismo bella e buona. Ma la condanna, ammesso e non concesso che giusta sia, non dovrebbe provenire dal partito invece che dalla radio? Eppoi, visto che del nuovo network non si sa ancora nulla, non è che si siamo di fronte ad un processo -anzi ad una condanna- alle intenzioni, in palese contraddizione con quel garantismo che è il DNA ed il sangue dei radicali? Ma non basta, perchè Bordin contesta anche le dichiarazioni di Capezzone circa la necessità di superare tutti i partiti compreso quello radicale. Maddai, ma se è una vita che Pannella e i radicali affermano detta necessità, tanto da insistere su un sistema elettorale uninominale all'americana che farebbe immediatamente scomparire il partito dalle schede elettorali e dal parlamento! Peccato che anche Massimo Bordin, del quale apprezzo ogni mattina la bella rassegna stampa, abbia inteso aderire alla guerra preventiva di Marco Panella contro Daniele Capezzone. Peccato davvero. Anche perchè, come dichiara lo stesso direttore di Radio radicale al Foglio, l'analisi e la lettura della situazione politica di Daniele non è affatto diversa da quella dei radicali. Anzi, c'è di più, perchè Capezzone è ancora radicale. Ma sta qui il punto. Lo sono ancora anche Pannella, Bonino, Cappato e Bordin? O il virus del leninismo ha definitivamente abbandonato i veltroni e i d'alema e sta cercando di accasarsi in via di Torre Argentina? Urge aspirina. Assieme ad una mentina per rischiarare la voce, sempre più rauca, del bravo, seppur -come scopriamo ora- un po' crudele, direttore di Radio Radicale.
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27 giugno 2007
RIME (ab)BAC(ch)IATE

Prima ci scassan la minchia col Tesoretto Poi ci mollan dietro il Veltronetto Ma neppure con un'intera scatola d'Antonetto Riuscirei a digerire il Mortadellone inetto
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22 giugno 2007
DESTRA E SINISTRA NON ESISTONO

Diciamo le cose come stanno, una volta per tutte: non è che non vi sia più differenza tra Destra e Sinistra. E non è esatto neppure dire che politici di Destra e politici di Sinistra siano uguali. No, la verità è semplicemente che la Sinistra, come l'abbiamo conosciuta nel corso del Novecento, non esiste più. Di converso non esiste più neppure una vera e propria Destra, conservatrice, padronale o fascista che sia. Per carità: esistono fenomeni minoritari, residuali o addirittura folcloristici. Penso agli ultimi comunisti (sempre meno perchè anche Rifondazione si appresta a cambiare nome) da una parte, ed agli ultimi fascisti (Forza Nuova e fiamme varie) da quell'altra. Ma dire che quei gruppuscoli di innocui ed inutili sopravvissuti (diliberti o mussoline che siano) possano mantenere in vita la Sinistra e la Destra in quanto forze politiche reali del paese mi sembra tanto credibile quanto lo sarebbe il sostenere che i culti di Diana, Giove e Mercurio siano ancora vivi e meriterebbero il riconoscimento dell'otto per mille. La Sinistra e la Destra non esistono più: si contrappongono semmai due grandi centri in lotta per le poltrone, divisi anche al loro interno, sempre al medesimo fine. E' una lotta continua per il potere che invoca ideologie sempre più confuse e sbiadite, come le bandiere che precedono le relative bande, ridotte a straccetti con i quali si spolverano le sedute delle poltrone conquistande. La Sinistra e la Destra non esistono più, come non esistono più il PCI, il PSI, la DC e il MSI. Esistono semmai tematiche di carattere laico, economico, ambientale e sociale, che non sono esclusive di uno dei fintamente contrapposti schieramenti e che spesso non trovano spazio in nessuno dei due. Le tematiche laiche e ambientali incontrano, nella teoria, maggiore ascolto presso una certa parte politica, ma nella pratica molti esponenti di quella stessa fazione, quando si inginocchiano davanti a preti e palazzinari, riescono a flettersi molto più dei loro avversari. E, sul piano economico, le liberalizzazioni e la flessibilità vengono spesso invocate dalla Destra, ma realizzate effettivamente dalla Sinistra. Come la guerra. Perchè la pace è sì da sempre sbandierata come valore di sinistra, ma è stato il primo governo D'Alema a bombardare la Jugoslavia, in palese contraddizione con l'art. 11 della Costituzione. Insomma, sempre più spesso la Sinistra fa il lavoro sporco per conto della Destra e la Destra fa il lavoro sporco che competerebbe alla Sinistra. Ovvio che sporcizia e monnezza, così facendo, possano solo aumentare, come dimostra l'esito della primavera (mediatica, ma non metereologica e neppure politica) di Bassolino. Non esistono più Sinistra e Destra. Esistono proposte, proteste e tematiche. E sono trasversali. Come il clientelismo, le ruberie ed il nepotismo.
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22 giugno 2007
HELLAS VERONA IN C. OH YEAAHH
Insomma l'Hellas Verona è finita in C. La vulgata retorica ufficiale vuole una città di Verona compattamente piangente. E invece c'è anche chi, come me, è ben contento che sia finito male l'andirivieni tra A e B che ha caratterizzato gli ultimi 64 anni della gloriosa (si fa per dire) storia dell'Hellas Verona: una storia fatta dello scudetto di quel galantuomo di Bagnoli, ma anche di un fallimento, di svastiche troppo spesso esposte, di manifestazioni e scritte razziste e antisemite, di pestaggi e violenze varie di una tifoseria malata non solo di tifo ma anche di arroganza congenita e teppista, della quale i mass media veronesi hanno sempre nascosto con pervicacia, forse in attesa del morto, le malefatte continue e ripetute. L'Hellas è in C ed, in fondo, è la serie che le compete. Perchè prendersela? Non mettiamo invece limiti alla provvidenza e speriamo che tra un paio di anni possa fare faville e spadroneggiare in serie D e poi in Interregionale. Anche il prossimo anno il derby veronese non si farà: il Chievo si conferma di categoria superiore. 
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